18 Aprile 2024

Essiccazione di travi in legno e travi in legno lamellare

Sulla creazione e gli impieghi del legno lamellare è stato creato un vero e proprio scibile, che ha rivoluzionato il mondo delle costruzioni. I principali contributi a riguardo sono derivati principalmente da tre ingegneri italiani, il pioniere Franco Laner, Attilio Marchetti Rossi e Angelo Micheletti, i quali hanno definito le applicazioni di questa particolare tipologia di travi nell’ambito dell’edilizia e le modalità di progettazione di opere strutturali in legno lamellare, costruendo un sapere che ha evidenti influenze concrete ancora oggi.

Ma tutto questo patrimonio conoscitivo non sarebbe esistito senza l’essiccazione. Se infatti riportiamo tutta la questione su un piano puramente pratico, il processo di stagionatura è basilare per ottenere una trave in legno lamellare: le sue componenti, per essere incollate l’un l’altra e resistere nel tempo, devono contenere specifici livelli di umidità, a cui solo l’essiccazione può condurre. Analizziamo dunque le caratteristiche del legno lamellare, focalizzandoci sull’importanza di una corretta essiccazione alla sua origine.

Legno lamellare, gli utilizzi e le caratteristiche

Il legno lamellare è un materiale strutturale composito, che è costituito essenzialmente da legno naturale, di cui conserva i pregi più rinomati (elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso, lenta combustione in caso di incendi), ma che, allo stesso tempo, derivando da un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione, elimina i difetti più compromettenti del legno massiccio. Si ottiene dalla riduzione del tronco in lamelle, ovvero tavole di legno concepite per uso strutturale, dalla larghezza massima di 20 mm, che vengono poi incollate l’una sull’altra con venatura contrapposta (stratagemma che conferisce alla trave una certa uniformità nella distribuzione della resistenza). Le specie legnose più impiegate a questo scopo sono le conifere (abete rosso, abete bianco, larice, pino), ma non è raro imbattersi anche in alcune latifoglie (castagno e rovere su tutte).

Il risultato del processo industriale di incollaggio, che dà origine a tutti gli effetti al legno lamellare, è una trave dalle sezioni rettangolari, in cui il rapporto tra base ed altezza è decisamente sbilanciato verso la seconda. In virtù del suo procedimento di realizzazione e della sua particolare struttura, apre ai seguenti vantaggi:

  1. Resistenza a flessione e trazione;
  2. Leggerezza;
  3. Versatilità d’impiego;
  4. Rilevanti capacità di isolamento;
  5. Alta sopportazione degli agenti atmosferici e degli sbalzi termici;
  6. Ottime proprietà antisismiche, dovute alla sua elasticità;
  7. Basso impatto ambientale e riciclabilità;
  8. Resistenza assoluta al fuoco (anche maggiore di quella del calcestruzzo armato!).

È evidente che, con tutte queste peculiarità, il legno lamellare si presenti come un materiale capace di fare la differenza sotto molteplici punti di vista. In particolare, i principali impieghi a cui è destinato sono quelli edilizi: in quest’ambito riesce a sostituire pure il cemento armato, abbinando, alla resistenza coriacea, una leggerezza che consente un ingente risparmio sui costi di trasporto (pesa l’80% in meno rispetto al cemento armato!). Per questo, nel settore delle costruzioni, il legno lamellare è utilizzato in maniera molto varia:

  • per strutture leggere quali bungalow, gazebi, tettoie e casette;
  • per la ristrutturazione di solai, soppalchi e coperture di diverso genere;
  • per abitazioni a basso consumo energetico;
  • per edifici concepiti per l’abitabilità civile;
  • per travi di rilevanti dimensioni allo scopo di realizzare coperture per grandi strutture (centri sportivi e commerciali, scuole, auditorium, teatri ecc.);
  • per la realizzazione di infissi e scale leggere.

L’utilizzo degli essiccatoi per garantire qualità e portata

Il legno lamellare, per approdare alle strepitose finalità che riesce a garantire, inizia il proprio percorso dallo stesso punto da cui lo comincia qualsiasi tipologia di legno usata dall’essere umano: l’essiccazione. Questo processo – è sempre bene ricordarlo — rappresenta il vero motore del mercato ligneo, perché il legno, così come viene reperito in natura, non può essere utilizzato per scopi antropici: prima deve essere rimossa gran parte dell’acqua contenuta al suo interno, altrimenti insorgono gravi problematiche inerenti a resistenza e durabilità. L’essiccazione si occupa proprio della rimozione dell’umidità in eccesso nelle varie specie legnose.

In questo senso, è evidente che gli essiccatoi, macchinari in grado di concretizzare artificialmente l’essiccazione in tempi molto minori rispetto a quelli della stagionatura naturale, acquisiscano un ruolo fondamentale. Nel caso del legno lamellare, al fine di realizzare delle lastre che presentino i requisiti strutturali necessari a consentire il successivo processo di incollaggio industriale, gli impianti devono trattare il materiale in modo da condurlo a valori di umidità interna compresi tra il 7 e il 16%. Poi, visto che il tasso di umidità non è regolare all’interno della stessa lastra, le lamelle vanno lasciate a riposo per due o tre giorni: solo a questo punto raggiungono gli elevati standard qualitativi per essere portate alla linea di lavorazione.

I nostri impianti di essiccazione 

Incomac ha delle soluzioni congeniali anche per l’essiccazione di legno lamellare. Ecco i nostri impianti che permettono di trattare al meglio questa tipologia di materiale:

  1. IcdQuesto macchinario deve essere alimentato da un fluido termico (acqua calda, acqua surriscaldata, olio diatermico o vapore) e per procedere sfrutta il riscaldamento con caldaia: tramite quest’azione combinata fluido-caldaia, la velocità dei cicli di essiccazione è assicurata;
  2. TagSi tratta di un essiccatoio a riscaldamento diretto con bruciatore, che tra i suoi pregi vanta facilità di manutenzione e adattabilità a cicli brevi di trattamento termico, grazie al veloce incremento di temperatura in cella;
  3. IdvPer svolgere il processo di essiccazione non ha bisogno di nessun impianto di riscaldamento, perché genera calore attraverso un procedimento di dissipazione viscosa. In questo modo non produce alcuna emissione inquinante;
  4. Mac_HybridDagli impianti che effettuano un’essiccazione tradizionale spostiamoci agli impianti a condensazione, con questo macchinario che, utilizzando l’energia elettrica e l’energia termica al massimo dell’efficienza, riduce le emissioni in atmosfera del 50% e i consumi termici del 30%;
  5. PreIl legno lamellare può essere trattato anche dai nostri impianti di pre-essiccazione che, lavorando a basse temperature (30/35°), ne preservano le proprietà fondamentali.


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